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Siti internet con pagine gialle

Siti internet con Pagine gialle

Oggi intendiamo parlare dei siti web prodotti con pagine gialle, con l’unico intento quello di farvi riflettere prima di stipulare contratti.

Come sappiamo, pagine gialle ha da poco messo in piedi anche un servizio web molto efficiente, dal loro portale,  infatti, ci sono migliaia di informazioni ben organizzate con relativi contatti e mappe interettave, certamente un servizio utile per tutti.

La cosa su cui però bisogna riflettere sono i siti web che prodotti da loro, perchè nei loro “pacchetti” non solo mettono tutti i vostri dati sul portale, ma si adoperano anche per la costruzione di un sito internet pagine gialle che poi verrà linkato nel loro stesso sito. Come avviene il tutto?

Dei promotori vengono presso di voi, vi garantiscono per un anno le vostre informazioni sul loro sito e vi propongono un sito internet, alcune volte vengono anche con una macchina fotografia, fanno alcune foto, voi gli date qualche riga di testo e il sito è fatto! Naturalmente poi voi sarete legati a un contratto per uno o più anni a prezzi decisamente esorbitanti.

Ora, fin qui nulla di male, il fatto è che sempre più persone si rivolgono a noi dopo aver fatto un sito con loro, o perchè il loro sito non appare assolutamnete sui motori di ricerca o perchè il sito è rimasto incompleto o sono totalmente scontenti dell’aspetto grafico.  Noi non sappiamo come siano esattamente andate le cose, se i promotori hanno promesso la visibilità sui motori di ricerca e questo poi non è accaduto, oppure avevano chiarito bene che non c’era indicizzazione e i nostri clienti avevano capito male. Di sicuro, la nostra esperienza ci insegna che arrivare nelle prime pagine di google  è un discorso molto complesso e alcune volte c’è bisogno di mesi di lavoro.

Quello che vogliamo dirvi in poche parole è che prima di fare un sito internet con pagine gialle o altri a prezzi esorbitanti, state bene attenti al fatto che verrete legati ad un contratto e fatevi spiegare bene in che modo riusciranno a posizionarvi su google.

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About mauro madonna

Mauro Madonna è specializzato nella realizzazione di siti internet Roma. Esperto di CMS quali Wordpress, Joomla, Prestashop. Guru nel posizionamento di siti web sui motori di ricerca, contattalo per un preventivo gratuito al 3398993565 oppure madonna.mauro@gmail.com

42 commenti

  1. Buongiorno scrivo con il desiderio di rendere pubblica la mia allucinante esperienza con Seat Pagine Gialle, perché molto si dice e molto è stato detto su internet, ma vi assicuro che non è mai abbastanza e certe cose è doveroso si sappiano: centinaia di persone, di aziende, per non dire migliaia si trovano in quella che fortunatamente ERA la nostra situazione e probabilmente nemmeno lo sanno.
    Andiamo con ordine: era una mattina di novembre 2011 quando si presentarono nell’ufficio dell’attività di mio marito, da me gestita a livello amministrativo, due rappresentanti di Seat Pagine Gialle, più propriamente autodefinitisi “agenti” dell’agenzia territoriale provinciale di Seat Pagine Gialle. Mi hanno proposto un pacchetto di pubblicazione su Pagine Gialle, Pagine Bianche, Tutto Città e ciliegina sulla torta: il sito internet aziendale Seat Pagine Gialle Visual Site V2. Dicevano di essere convenzionati con Google e che il sito avrebbe avuto una grande visibilità nei motori di ricerca, Google in primis, non solo perché ottimo “prodotto”, ma anche perché Google garantisce che i siti Seat abbiano sempre la prima pagina. Millantavano esattamente questo, sarà successo anche a voi.
    Vi lascio solo immaginare lo scarsissimo tempo che avessi da dedicare a queste persone ed alla valutazione della loro offerta, presentata a penna, su un semplice foglio di carta bianca A4 strappato, senza mai aver ricevuto una mail ufficiale dalla loro agenzia, o un listino, o della carta intestata, nulla di nulla; dichiarandomi per giunta il prezzo netto annuale, ma contrattualmente vincolandomi al lordo per due anni: una scorrettezza commerciale della quale mi sono avveduta soltanto poi, insieme al resto… Comunque sottoscrivo, dispongo il bonifico e via. Devo dire che allora non capivo nulla di internet, siti web, compatibilità con telefonini, posizionamento o altro; avevo solo in animo la sicurezza d’essermi affidata ad un blasone storico, a dei professionisti che mi garantivano disponibilità ed assistenza ed ero serena. Insomma io potevo così preoccuparmi solo della contabilità e della contrattualistica aziendale e loro della mia pubblicità e visibilità. Che ingenua sono stata!
    Arriviamo a Luglio 2013: giunge alla porta del mio ufficio quello che per me era “l’ennesimo rappresentante”. Si presenta, mi dice di essere un web developer e che preferiva effettuare personalmente l’attività commerciale di offerta dei loro servizi, in modo da non ricaricare il potenziale Cliente di spese inutili. Qualcosa del tipo “filiera corta” o giù di lì. Dice di volermi parlare del sito internet della nostra azienda, che sa essere un Pagine Gialle molto costoso e in prossima scadenza. Mi spiega che si tratta di un sito statico, sorpassato, con vari vizi di forma e di sostanza e di non volermi annoiare con dettagli tecnici ma con cose più importanti. Mi consegna una visura “whois” (allora non sapevo nemmeno cosa fosse) e mi dice che il nostro dominio in realtà non è nostro. Inizialmente mi è venuto da sorridere perché pensavo tra me e me “col cavolo non è nostro: ce l’abbiamo su tutti i camion, su tutti i mezzi da lavoro, sull’insegna dell’azienda, sui tabelloni in statale, sulle pubblicità varie che facciamo, sui bigliettini da visita, sulla carta intestata, sui timbri, sulle penne, eccetera… È nostro per forza: si tratta infondo della nostra ragione sociale, del nostro marchio sul web”. Questo ragazzo sorride. Mi dice che l’hanno fatto altre settantacinquemila volte e che con Pagine Gialle è frequente ritrovarsi il proprio dominio intestato a un certo Velati Romolo Samuele C.so Mortara 22, 10149 Torino come è successo a noi. Ci sono abituati. Gli unici che Pagine Gialle “risparmia” da questo silenzioso accaparramento, sembrano essere alcuni notai o avvocati, perché evidentemente cosa rischiano a fare lo scherzetto del dominio a chi mastica di legge. Con noi poveri ignoranti invece non si fanno scrupoli.
    A quel punto mi disse che ci trovavamo di fronte a un bivio: o cambiare dominio, cioè l’indirizzo www del nostro futuro sito, oppure cercare di riscattare la proprietà di quello attuale, dato che non essendo formalmente nostra, non ci dava margine operativo alcuno. Non ci pensai nemmeno un secondo e gli spiegai che non potevamo assolutamente cambiarlo, nemmeno di una virgola, perché avrebbe comportato troppe spese, che ormai ci conoscevano da anni con quello e che le nostre email professionali avevano proprio quel dominio. Ne prese atto e mi disse “preparatevi”, descrivendomi sommariamente le resistenze che avremmo incontrato. Sembrava una profezia biblica: parte di me non voleva crederci, forse decisi di accettare anche mossa da incredulità.
    Mi spiegava che il sito che mi stava proponendo era un dinamico, contro il nostro vecchio statico, adattativo ai tablet e ai cellulari quando il nostro non lo era, con database e altri orpelli che non ricordo, ma che soprattutto che mi sarebbe venuto a costare poco meno di 150 euro l’anno, con spese vive a loro carico incluse. Assistenza, manutenzione e aggiornamenti, tutto compreso. Al che mi venne ancora una volta da sorridere (e fu l’ultima!): come potevano chiedermi 10 volte meno di Seat e darmi un sito ed un servizio migliore? A risparmiare sulla qualità son capaci tutti, ma qui mi offrivano a loro dire qualità superiore a circa un decimo dei miei € 1.136,00 + IVA! Non volevo credere che fosse possibile; onestamente non volevo credere a nulla di quello che mi stava dicendo quel tipo, erano cose talmente singolari che mi sembrava volesse solo stupirmi e, soprattutto, ne passano a dozzine tutti i mesi di persone che ci vogliono far cambiare banca, cambiare assicurazione, cambiare gestore telefonico fisso e/o mobile, cambiare l’aspirapolvere, la batteria di pentole cavolo: questo voleva farmi cambiare il sito, e allora? Come e perché avrei dovuto dargli credibilità, per quanto mi riguardava era la solita minestra. Tanto che chiamai subito l’agenzia delle Pagine Gialle che mi aveva fatto il sito Visual Site e chiesi lumi circa il discorso del dominio. Questi mi dissero che non c’erano problemi di sorta e che il dominio era certamente nostro. Ma come? Non doveva essere intestato a quel Velati? Lo chiesi specificamente una seconda volta e mi dissero che l’aveva soltanto registrato lui, che Velati Romolo Samuele era effettivamente un dipendente di Seat Pagine Gialle, ma che il dominio era nostro, anzi, la signorina al telefono sembrava quasi risentita della domanda. Va beh…
    Arriva la fine di settembre 2013, si ripresenta questo web designer con la sua soluzione alternativa, ma scopro che mio marito aveva rinnovato il contratto con Pagine Gialle di un altr’anno e così lì per lì non se ne fece niente. Il contratto scadeva a novembre, ma era passato il solerte rappresentante con un certo anticipo ad accaparrarsi la firma! State molto attenti! Vengono a proporvi il rinnovo sempre prima della scadenza e anche di mesi! Ci avevano fregato per un altr’anno, in tutto eravamo arrivati quasi a cinquemila euro in tre anni e solo per quella sottospecie di sito internet, ma di questo me ne resi conto successivamente. Mi resi conto che con quella somma ci saremmo pagati il nuovo sito e 25 anni di canone! Giunge settembre 2014, sì pochi mesi fa, e mi arrivano prima una mail, a cui non ho fatto molto caso credendola una delle solite pubblicità, poi pure un fax che faceva riferimento a quella mail e all’incontro che ebbi con quel web e qualcosa oltre un anno prima. Era proprio lui! Rimasi sorpresa dalla puntualità e dalla precisione e mi dissi: massì, proviamo! A quel prezzo… male che fosse andata saremmo tornati alle Pagine Gialle. Gli telefonai e confermandogli la ricezione del tutto gli chiesi di procedere.
    Ora per spiegarmi bene debbo fare una parentesi schematica di glossario perché ho capito – a nostre care spese – che Seat Pagine Gialle e tutta l’allegra fattoria di loro Agenzie, Sub Agenzie, Agenti Generali, Sub Agenti, rappresentanti eccetera (tutta gente che si spartisce la torta delle nostre migliaia di euro) fanno esattamente il gioco delle tre carte. E lo fanno perché siamo ignoranti! E forse, in minima parte, ce lo meritiamo… Ma attenzione: veniamo alla terminologia:
    Si definisce sito internet: un’opera di ingegno, insieme di pagine web organiche contenenti informazioni.
    Si definisce Dominio: l’indirizzo internet al quale ritrovare – se esistente – un sito.
    Si definisce Hosting: lo “spazio” sul quale viene caricato il sito internet per essere visibile.
    Si definisce Registrar: l’organizzazione autorizzata a chiedere la registrazione di un dominio.
    Si definisce Registrant: il soggetto che effettua la domanda di registrazione presso il registrar.
    Si definisce Admin contact: il soggetto che può materialmente disporre del dominio, il titolare.
    Si definisce Authinfo, autorization info o auth code: il codice di “migrazione” di un dominio.
    Mi è stato spiegato che è possibilissimo richiedere per conto proprio (in qualità di registrant) la registrazione di un dominio intestandola poi ad un terzo (l’admin contact) e che quindi il registrant e l’admin contact non debbono necessariamente coincidere (basta fare una qualsiasi verifica whois per ritrovare appunto le voci ben distinte). Correttamente Seat Pagine Gialle avrebbe potuto (o meglio dovuto!) effettuare sì la registrazione con le proprie credenziali, visto che essa l’ha richiesta, ma dato che il dominio e dico solo il dominio (quindi n’è il sito, né l’hosting) recava il nome esatto della nostra Azienda, indicare noi come contatto amministrativo. Infondo eravamo liberi di gestirlo noi quel sito, quindi ne eravamo esattamente gli amministratori.
    Ma qui invece scatta il gioco delle tre carte: forti dell’ignoranza di noi tutti, che ai loro occhi dobbiamo essere polli da spennare con ogni mezzo, anche il più inverecondo, come la negazione dell’evidenza stessa! State bene a sentire che cosa hanno dovuto udire le mie orecchie. Ho effettuato anche per mio conto verifiche “whois” su vari siti e usciva sempre lo stesso risultato: registrante e amministratore del nostro sito figurava sempre questo benedetto Velati Romolo Samuele!!! Chiamo l’assistenza Seat e mi faccio passare chi si occupa dei siti internet. Li chiamo e chiedo conferma: “risulta anche a voi che il mio dominio sia registrato a nome di questo Velati?” Mi rispondono come se avessi chiesto quanto fa 2 + 2: “ma certo signora, è normale: il sito internet che ha comprato è una proprietà esclusiva Seat Pagine Gialle, lei non ha la disponibilità dei contenuti e della grafica, è roba nostra, è per questo motivo che il sito è intestato a Seat, ma può richiedere il codice di migrazione (quel famoso auth), sappia però che all’atto stesso della richiesta noi oscureremo il sito perché è la prassi. Lei potrebbe infatti con quel codice appropriarsi dei nostri contenuti e questo non possiamo permetterlo”. Ignorante di cosa mi fosse stato appena comunicato, che allora mi sembrava addirittura avere un filo logico, basita, atterrita, ma allo stesso tempo sempre più convinta di andare avanti, confermai le mie intenzioni: volevo quel maledetto codice auth! Speravo me lo comunicassero subito, invece, la signorina al telefono mi disse: “guardi, mediamente servono due o tre settimane perché evadiamo le richieste in ordine cronologico e la sua viene messa in coda”. Anche questa volta me l’aveva detto con una tale naturalezza, una tale scontatezza, che mi sembrava logico e condivisibile. Ma aspetta un attimo, veramente avevano così tante disdette da farmi aspettare fino a 3 settimane? No forse veramente qualcosa non tornava.
    Racconto cosa mi è successo al web designer che mi stava preparando il nuovo sito e mi spiega candidamente come mi hanno ingannato. Loro hanno è vero la proprietà dei contenuti del sito mi ha detto, – c’è tanto di copyright nel piè di pagina – detengono pure le chiavi d’accesso al server di hosting dove fisicamente risiedono gli elementi di cui sono tanto gelosi, ma hanno opposto questo alla mia semplice richiesta di titolarità del contatto amministrativo del solo dominio, che è un’altra cosa! Riguardate le definizioni di cui sopra: dominio, hosting, sito internet. Io chiedo il primo, loro mi rispondono negativamente ma argomentando sul secondo e sul terzo!!! Anche variando la titolarità del solo nome a dominio, non avrei mai potuto avere accesso alle loro cose, che riguardavano il sito ed erano al sicuro nel loro spazio di hosting; volevo solo la titolarità del mio “nome” commerciale sul web. Quello per cui al telefono la prima volta mi avevano pure beatamente confermato che “non c’erano problemi”… E meno male!!! Mi è stato chiarito sempre dal nostro attuale webmaster che questo codice di migrazione domini sta in un menù, raggiungibile con un paio di click e che se solo l’avessero voluto, avrebbero potuto comunicarmelo in pochi secondi. Ma allora perché dirmi di aspettare 2/3 settimane (facendone trascorrere alla fine dei giochi quasi 5!!!) per una cosa che avrebbero potuto comunicarmi subito? La risposta non tardò ad attendere. Il giorno successivo ricevo una telefonata in ufficio: era la Seat Pagine Gialle che mi chiedeva se ero stata davvero io a richiedere quel famoso codice. Beh dal momento che mi ero qualificata col mio codice-cliente, chi avrebbe dovuto essere stato, babbo natale? Lo confermo ancora una volta: sì, sono stata io, datemi quel codice che non ne voglio più sapere, voglio solo chiudere questa pagliacciata!
    Il giorno dopo a questa ennesima conferma si fionda nel nostro ufficio il rappresentante dell’Agenzia territoriale delle Pagine Gialle che ci fece iniziale contratto e rinnovo, chiedendomi come mai volessi quel codice. La prima cosa che mi è balenata in mente è stata: ma che te ne frega! Ti sto chiedendo una cosa mia, te la sto chiedendo perché ve la siete fraudolentemente intestata, non ti sto nemmeno perseguendo legalmente e ti avanza pure di chiedermi “come mai”? Il come mai è molto semplice: ho trovato di meglio a un prezzo inferiore! A quel punto questo agente, no scusatemi ma mio padre era un agente, un poliziotto, non posso usare lo stesso nome per questo che mi arriva in ufficio scapigliato, senza preavviso e con un completo da settanta euro, ad atteggiarsi come un deus ex machina, proprio no! D’ora in poi lo chiamerò per quello che è, un rappresentante! Beh come dicevo il rappresentante di Pagine Gialle inizia a sparare a zero sulle agenzie web in generale, dice che si tratta spessissimo di dilettanti allo sbaraglio, che non avevano la solidità di Seat, né gli strumenti, che non sarei stata seguita, che nascono e muoiono come i funghi e che si tratta spesso di mestieri improvvisati, ecc… Insomma vi risparmio tutto il giro di parole che mi ha fatto, consapevole in cuor mio che chi parla male di qualcuno, alla fine, infanga sempre se stesso. E visto il contegno di questa gente, che si era intestata di nascosto il mio dominio ed ora mi stava tenendo in pugno forte di questo, non avevo dubbi circa la considerazione in cui tenerli. Insomma mi propone uno sconto ed un restyling del sito internet. Aggiunge che se cessiamo il rapporto con Pagine Gialle scompariamo da Google! Mi lascia una specie di brochure, ovviamente, senza prezzi stampati (a proposito di stampa, era certamente stampata con una stampante domestica pure di bassa qualità, non vi dico l’ennesimo A4 che mi sono vista presentare sotto il naso). Aggiunge poi in un foglio bianco separato i soliti prezzi scritti a penna: questa volta il loro bellissimo sito mi viene offerto ad annui € 658,00 + IVA. Mi riservo di pensarci: si tratta infondo del 50% di sconto; sono pur sempre le Pagine Gialle. Ma dentro di me avevo una vocina che mi diceva: “sciocca, ti hanno appena dimostrato che fino ad oggi ti hanno fregato facendoti pagare il doppio, si sono intestati fraudolentemente il tuo nome a dominio, ti hanno trattato da scema quando hai chiesto spiegazioni, ti stanno ricattando, ora ti lasciano un altro “pseudo preventivo” scritto in una carta da formaggio e tu che fai? Hai ancora dubbi su questa gente?”. Sì ma loro sono le Pagine Gialle,… insomma ci penso. E mi vergogno a dirlo, ma è stato così.
    Chiamo il designer e gli chiedo di darmi un demo del progetto che ci avrebbe realizzato. Da lì a 48 ore ricevo una mail con un indirizzo internet, lo clicco e ho strabuzzato gli occhi; lo mostro a mio marito e insieme decidiamo che dobbiamo dare la conferma dell’incarico a questo giovane. Era tutta un’altra cosa! Rispetto al nostro vecchio piccolo rettangolo verticale di sito, questo era grande a tutto schermo, immagini che scorrevano, scritte che rimbalzavano, bello, chiaro, arioso; lo convochiamo subito per la firma del contratto. Arriva e mi chiede se abbiamo provato a visualizzare il demo su un cellulare. Sinceramente non l’avevamo fatto e ci invita a farlo. Sorpresa! Sul cellulare appare un sito diverso, con gli elementi in verticale, leggibilissimo e bellissimo, veramente siamo rimasti senza parole. Poi ci invita a visualizzarlo ancora sul pc e a rimpicciolire gradualmente la pagina… beh se non l’avessimo visto con i nostri occhi non ci avremmo mai creduto: più la pagina si rimpiccioliva, più le righe di testo andavano a capo prima, più le immagini si spostavano, ridimensionavano, sino alla completa verticalizzazione delle aree. Ci fece notare che le dimensioni dei caratteri erano rimaste invariate e che si era tutto semplicemente spostato per agevolare la lettura sul dispositivo! Dovevamo avere quel sito!
    Prima di andarsene mi chiede di cercare il nostro sito su Google e… con Pagine Gialle eravamo esattamente all’ultima posizione della terza pagina! Sì avete capito bene: eravamo trentesimi o giù di lì alla faccia delle garanzie. Mi ha chiesto di provare e riprovare, di far provare anche ad altre persone da altri pc o cellulari e che se avessimo desiderato migliorare quella posizione più in fretta di quanto non sarebbe comunque avvenuto nel tempo, ci sarebbe stato un pacchetto opzionale da 100 euro da scegliere in fase di redazione del sito. Gli diedi subito conferma; ci eravamo fatti fregare talmente tanti soldi da degli incompetenti, che 100 euro in più non avrebbero fatto la differenza…
    Arriviamo alla seconda metà di novembre e del nostro codice di migrazione ancora nessuna traccia; chiamo un’altra volta l’assistenza di Pagine Gialle e chiedo imbestialita se dopo oltre un mese non era ancora il caso che mi comunicassero il MIO codice AUTH! Il mio codice di migrazione maledetto! Lì intuii palesemente a cosa serviva la dilazione di settimane: a permettere al rappresentantucolo di venire a chiedere la questua e offrire lo sconto per cercare di trattenere il cliente con l’ultimo colpo di coda. Col cavolo! Cioè pensate un pochino l’assurdo perché se non mi fosse successo in prima persona non ci crederei: si intestano il nostro dominio, io ne reclamo la proprietà e questi tergiversano mandando qualcuno a terrorizzarmi, a dirmi che le agenzie sono cialtrone, che sparisco da Google e che mi fa lo sconto del 50%? No belli miei, sarò anche bionda, ma ho comunque un Q.I. a 3 cifre! Insisto, chiamo l’agenzia territoriale Seat al cui sostentamento economico ho così copiosamente contribuito e gli intimo di farmi avere il codice, se no avrei passato la pratica all’avvocato. Eh sì perché signori miei, so che non è netiquette usare certi termini quindi me ne astengo, ma se con artifizi e raggiri (nel mio caso anche sulla titolarità di sito e dominio, su preventivo annuale netto iva, contro contratto biennale ivato, prima pagina su Google garantita quando invece eravamo trentesimi con la chiave di ricerca localizzata che era presente pure nel nostro dominio!) induco taluno in errore ottenendo un ingiusto – e spropositato – profitto con l’altrui danno, che reato commetto? E se successivamente torno a minacciarlo di un male grave e ingiusto (sparizione da Google, oscuramento del sito, web agency poco serie, il tutto condito da contegno dilatorio e defatigatorio) al fine di ottenere un ingiusto profitto, quale altro reato commetto? E se creo un’organizzazione di persone che operano in concorso in quale ulteriore aggravante incorro? Insomma non ci vuole un genio. Ecco: questo è Pagine Gialle.
    Ma credete che sia finita qua? Eh no mie cari, sentite adesso. Venerdì 21 novembre 2014 mi comunicano finalmente questo stramaledetto codice via mail alle 9, non dopo aver firmato e controfirmato moduli e moduli di richieste che nel mentre mi avevano spedito; alle 9.05 il sito che ho pagato a così caro prezzo non c’era più! Sparito! Al suo posto c’era una scritta d’errore che non mi ricordo. E il mio contratto? Il maledetto contratto Seat Pagine Gialle che doveva essere in vigore fino al 29 novembre 2014? Carta straccia! Hanno oscurato il sito che avevo già pagato in anticipo con l’ultimo rinnovo, ma attenzione: non che avessi ancora usato quel codice di migrazione, solo per il fatto di avermelo concesso!!! Cioè: ti chiedo e ti richiedo garbatamente una cosa che avrebbe dovuto essere mia, fatichi a darmela, mi dai questa cosa che per me costituisce la semplice possibilità di andarmene e senza che nemmeno abbia il tempo di fruire di quella possibilità, mi sbatti offline senza preavviso? Li chiamo subito e mi dicono che il mio contratto era scaduto e che avrebbero potuto mettermi il sito offline dal 1 al 30 novembre… Era avvenuto in concomitanza solo “per caso”. E poi mi ricordano che ero stata avvisata: se ti azzardi a richiedere il tuo nome dominio, ti oscuriamo il sito, e così è stato. Un po’ come il rapinatore che dice: “o la borsa o la vita”, se non gli dai la borsa ti spara e non ti devi lamentare; infondo ti aveva pure avvisato! Ma stiamo scherzando???
    I nostri dati aziendali sono così spariti da internet, sito sparito, tutte le email collegate al sito volatilizzate (ci è stato spiegato dal nostro nuovo e attuale web master che avremmo fatto meglio ad usare outlook invece che la web-mail per la posta, almeno l’avremmo conservata nel computer, ma chi lo sapeva) e tutto senza preavviso. Non siamo riusciti a salvare niente. Perso tutto: sito, mail, residuo periodo contrattuale, tutto! In 12 ore questo designer ha caricato una pagina di cortesia con i dati aziendali di base e con la scritta: sito in manutenzione, ha trasferito il dominio, ha preso un hosting e da lì a 48 ore eravamo online con un signor sito che, veramente, nel nostro settore di così belli non ce ne sono (anche perché sono quasi tutti Pagine Gialle, figuratevi). E un’ultima cosa,… vi ricordate la nostra posizione in terza pagina con Seat? Beh adesso, grazie a quel famoso pacchetto che ho comprato con lo stesso animo con il quale si compra un gratta e vinci, adesso mentre sto scrivendo: primo dicembre 2014 siamo in NONA posizione! Siamo penultimi della prima pagina e tutt’ora in crescita!!!
    Cosa volete che aggiunga, mi piacerebbe poter scrivere il nome di questa Web Agency e del professionista che ci ha seguito, che ci ha aperto gli occhi, che ci ha fornito un prodotto moderno e che ci fa risparmiare un migliaio di euro ogni anno, ma non posso. Mi piacerebbe consigliarli pubblicamente, anche solo per principio, ma non posso. Mi piacerebbe dire anche chi siamo e invitarvi a vedere il nostro sito adesso e a confrontarlo rispetto a com’era il mese scorso col servizio waybackmachine, ma non posso! Non posso per tutelare noi e loro dato che, tanto per non farci mancare nulla, giusto per essermi fatta scappare con i rappresentantucoli che ci eravamo rivolti a quella specifica Web Agency, a quel designer, beh, di lì a 4 giorni gli sono arrivate mail e raccomandate da uno studio legale di Torino per conto di Pagine Gialle, che lo diffidavano a proseguire l’attività eccependo non si sa quali cavilli legali! Sì avete capito bene e abbiamo tenuto traccia di ogni mail all’assistenza, ogni risposta, ogni azione dilatoria e defatigatoria operata da Pagine Gialle e dai loro “compagni di merende” di Register.it, coloro che hanno registrato ben oltre 75.500 domini a nome di Velati Romolo Samuele (lo potete verificare in qualsiasi istante con un “reverse whois”), fino alla diffida del loro studio legale, abbiamo tenuto tutto e lo tengo volentieri a disposizione di chiunque lo richieda. Infondo i 90 giorni per presentare querela contro questa gente non sono ancora trascorsi, non si sa mai che mi stia leggendo un giovane avvocato che abbia voglia di un po’ di pubblicità e di fama, specie se la cosa dovesse uscire sui media (sto pensando a striscia la notizia e alle iene, ad esempio).
    Bene, questa è stata la nostra esperienza con Pagine Gialle Seat, questo l’epilogo del loro famoso Visual Site che spacciano per così funzionale e questo è quello a cui ripenso ogni volta che vedo le loro martellanti pubblicità, pagate profumatamente da sciocchi come noi, inetti ed ignoranti che, memori di quando le pagine gialle erano quel librone che arrivava in tutte le case, continuiamo scioccamente a fidarci di loro. Personalmente ho capito che le ricerche ormai si fanno sui motori di ricerca, magari direttamente da Google; che ce ne dobbiamo fare delle Pagine Gialle? O di essere pubblicati dentro ai loro elenchi telematici? Chi di noi per cercare qualcosa si collega al loro sito invece che ad un qualsiasi motore? E anche volendo considerare l’uno su mille che lo fa, dalla scheda di Pagine Gialle cosa trova? Numero di telefono e indirizzo? Quanto meglio è avere un sito serio e fatto bene che dia ogni informazione e che magari invogli il cliente a contattarci? Certamente non una ciofeca da oltre mille euro all’anno, non quella sottospecie antiquata di sito web, che se li andate a vedere sono tutti uguali!!! Fidatevi, lasciate perdere i blasoni, le vecchie glorie, lasciate perdere chi con i vostri soldi paga rappresentante, sub agente, agente, agente generale, agenzia territoriale, capo area e infine la Direzione. Ma in quanti ci debbono campare con un maledetto sito internet? Noi personalmente abbiamo dato disdetta anche dalle pubblicazioni online per le quali i signorini chiedevano “solo” 400 euro all’anno. E l’abbiamo fatto per puro principio, dopo tutta questa odiosa vicenda: andate a lavorare! Non è possibile in tempo di crisi avere la presunzione di vivere di rendita, ignorando deliberatamente la storia degli ultimi anni di globalizzazione. Viva le web agency, viva la qualità, viva il nostro web master, che portiamo in palmo di mano e che non finiremo mai di ringraziare! Qualità decuplicata ad un decimo del prezzo, sembra incredibile ma è così. Ancora grazie e state in campana! E voi Clienti di Pagine Gialle: fate una verifica whois del vostro dominio, vediamo chi trovate come proprietario, si accettano scommesse…

  2. 1 - Francesco

    Mi occupo di web design ed ho avuto a che fare con ex clienti pagine gialle. Lo standard qualitativo dei loro prodotti internet è decisamente basso ed antiquato. La realizzazione dei siti è lunga e non essendo in diretto contatto col cliente non sanno neanche quello che pubblicano ed una volta venduto il sito non vedi più nessuno fino alla scadenza del contratto. Scrivo qui, anche contro i miei interessi, per raccomandare a tutti quelli che vogliono un sito internet di parlare con realtà locali e non con seat pagine gialle.

  3. ho provato con “onoranze funebri milano”, primo posto nel listato organico di google il portale di pagine gialle, secondo posto un sito realizzato da pagine gialle. Per il resto sono altri portali ed un solo sito “aziendale”.
    Credo personalmente che i problemi dei siti pagine gialle siano altri, non il SEO

  4. ho provato a cercare “pizzeria bologna”. Tra i non-portali ( e tra i portali c’è pagine gialle), se si escludono i risultati di maps ci sono solo 2 siti nei primi 10 risultati. Uno di questi due siti è di pagine gialle.

    • La tua analisi è corretta…nemmeno la key pizzeria bologna è molto competitiva, i risultati di ricerca sono pochi però anche qui non è difficile fare un buon seo. Convengo con te che per medie citta come bologna e quindi con scarsi risultati di ricerca pagine gialle puo anche andar bene ma con quello che spendi per pagine gialle puoi ottenere lo stesso risultato con un blog wordpress e con poche basi di seo, ti basta anche un banale libro seo. Prova a fare qualsiasi ricerca per roma e milano e non troverai nessun sito di pagine gialle. Su questo mi devi dar ragione :)

  5. prova a cercare “agenzia funebre bologna”, ad esempio.
    Nel momento in cui scrivo nei primi 10 risultati organici 2 siti sono di pagine gialle.
    Il primo risultato organico ( escludendo ovviamente maps) è il portale pagine gialle.

    Per quanto riguarda i risultati non organici, anche se non stiamo parlando di questi, i primi 3 risultati in questo momento sono 3 siti pagine gialle ( quindi fondamentalmente viene fornita reperibilità sia sul listato organico che tramite adwords).

    • Luke …come immaginavo la parola chiave da te indicata non ha concorrenza…hai visto quanti risultati di ricerca ? Hai visto anche le statistiche di ricerca??? Quasi inesistenti.Anche se fai un blog gratuito con wordpress ottieni lo stesso risultato senza spendere soldi con pagine gialle.Invece, quando parliamo di parole chiave molto competitive non trovi nulla…. prova a cercare pizzeria bologna!!!

  6. Ciao Mauro,

    ho analizzato molti siti pagine gialle, e ripeto, secondo me l’indicizzazione non è così male. Forse dipende dalle zone, perchè magari ogni ufficio lavora diciamo “a se”.
    Conosco le basi del seo e capisco quello che dici, ma a me non risulta sia così. Perlomeno non nelle città di dimensioni medie.

    • L indicizzazione è pessima e con parole assolutamente non competitive… noi si tratta di secondo me o secondo te, nel seo si parla di fatti di competitivita e risultati…porta degli esempi concreti di quello che dici siamo pronti ad un esame con dati alla mano.

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